Il Giardino dei Semplici è Scienza Pura

Herman Hesse aveva ragione, già allora, a ricordarci come la natura sia immagine, espressione di una vita meravigliosa e diversa di cui siamo solo una parte (per quanto ingombrante e invadente). Per noi esseri umani lo studio della natura è diventata una sfida, una lotta di potere, un controllo schizofrenico dei ritmi della vita.
Dalla medicina alla fisica, passando attraverso ogni forma di scienza, si è persa la meraviglia, la pazienza dell’osservazione. La scienza vera è pura osservazione, spesso silenziosa, di qualcosa di diverso, sconosciuto, di cui sentiamo il pulsare lontano ma non conosciamo le radici. La scienza rimane, nel mio cuore, qualcosa di intimo, che fiorisce attraverso fili di ricordi della mia vita che svelano, per analogia, la vita che sto osservano e la manifestano per quella che essa è. Non la modifico, non la altero, non la ricodifico.
Attualmente nel mondo “scientifico” stiamo facendo il contrario, andiamo nella direzione della manipolazione, che si trasforma in corruzione e diventa morte di ciò che stiamo osservando. Lo scienziato oggi è un mago nero, ha solo sete di potere personale, piacere nel distruggere e desiderio di successo.

Ovunque ci si volti ci sono esseri perfidi che sgretolano vite come se niente fosse, ci sono milioni di vivisettori crudeli che amano la morte, giovani studenti che pur di sentirsi qualcuno non fanno valere la propria dignità e i propri valori. In ogni parte del globo esistono scienziati disposti a tutto pur di pubblicare qualche articolo in una qualche rivista scientifica, o ritenuta tale, solo per sentirsi qualcuno.
Esseri spietati (non sono troppo cattiva) modificano geneticamente ogni cosa: dal clima, alle piante, al DNA. Sguardi di altri mondi, coperti di trucco, riempiono i salotti dei media, raccontando i finti benefici di mostruose alterazioni della vita e questo… ferisce il cuore! Non vedo negli occhi di nessun ricercatore la dolcezza, nei genetisti la curiosità e la meraviglia, né nei fisici l’apertura mentale. Loro, sono già morti.
Sta a noi fare un passo indietro e ricordarci cos’era il “Giardino dei Semplici” e l’impatto che esso ha avuto sulla scoperta di tutta la farmacologia. Immagino il silenzio che albergava tra tutte quelle piante, quanto tempo fermi ad osservarle. I disegni, le ipotesi e lo stupore nei lenti cambiamenti botanici. Ora esci dall’università e non sai neanche come è fatta una pianta, sì l’hai letto, ma mica l’hai mai vista dal vero! Allora c’era rispetto per ogni forma di vita.

Sì, ha ragione Hesse, la natura è linguaggio e colorato geroglifico! Solo chi sa tradurre con pazienza e delicatezza il suo linguaggio può svelare cosa nascondono i suoi simboli.
Solo la semplicità può trovare le chiavi del divenire e solo l’amore per la vita apre le porte della Scienza.

Giugno 20, 2020